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Bici da corsa

Gardeccia

Bici da corsa · Val di Fassa
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  • Gardeccia
    Gardeccia
    Foto: VisitTrentino, VisitTrentino
m 2000 1900 1800 1700 1600 1500 1400 1300 1200 6 5 4 3 2 1 km
Controllate i rapporti. E’ questa la raccomandazione per affrontare il Gardeccia. Una salita dalle pendenze severe, che non lascia spazio all’improvvisazione.  Anche se breve, misura poco più di 6 chilometri, presenta dei muri al 17 per cento, con una pendenza media del 10 per cento.
difficile
Lunghezza 6,2 km
1:11 h.
654 m
46 m
1.951 m
1.343 m
Immagine del profilo di VisitTrentino
Autore
VisitTrentino
Ultimo aggiornamento: 29.01.2018
Difficoltà
difficile
Tecnica
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Punto più alto
1.951 m
Punto più basso
1.343 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Tipo di strada

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Indicazioni sulla sicurezza

Come immaginerai, la percorribilità degli itinerari in un ambiente montano è strettamente legata alle condizioni contingenti e dipende quindi da fenomeni naturali, cambiamenti ambientali e condizioni meteo. Per questo motivo, le informazioni contenute in questa scheda potrebbero aver subito variazioni. Prima di partire, informati sullo stato del percorso contattando il gestore dei rifugi sul tuo percorso, le guide alpine, i centri visitatori dei parchi naturali e gli uffici turistici.

Partenza

Pera di Fassa (1.344 m)
Coordinate:
DD
46.447280, 11.696420
DMS
46°26'50.2"N 11°41'47.1"E
UTM
32T 707097 5147278
w3w 
///alcune.remi.urlano
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Arrivo

Gardeccia

Direzioni da seguire

La salita si presenta a strappi, soprattutto nel primo tratto. Si parte da Pera di Fassa e il primo chilometro fa capire che non bisogna scherzare. Bisogna salire agili, per non affaticare le gambe e pagare nel finale gli eccessi dello sforzo. Il paesaggio è maestoso, ma si ha poco tempo per ammirarlo. Serve concentrazione per non cedere alla tentazione di mettere il piede a terra. L’asfalto sembra impennarsi e arriva a punte del 16 per cento. Terminata la prima fatica si può concedersi un po’ di respiro, ma poi si riprendere  a salire. A Baita Regolina la strada si restringe torna a guardare il cielo, sono strappi che fanno male, ma che, metro dopo metro, portano sempre più su, verso l’ arrivo.  Due tornanti avvisano che serve prepararsi al tratto più duro. Un rettilineo che sembra non finire mai: sono quasi mille metri che arrivano al 17 per cento. Poi la salita si fa più morbida ed ecco, finalmente, l’arrivo e la maestosità delle Torri del Vaiolet.

Con i rapporti attuali la fatica si sente, ma è nulla se si pensa ai tempi di Francesco Moser, Bertoglio e Gimondi. Nel tappone del Giro del 1976 Gimondi, su questa salita, perse la maglia rosa, ma resistette agli attacchi e poi vinse il Giro. Oggi solo il tratto finale di 200 metri ricorda i tempi eroici. Di quel tempo passato rimane la fatica e la soddisfazione.

Nota


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Coordinate

DD
46.447280, 11.696420
DMS
46°26'50.2"N 11°41'47.1"E
UTM
32T 707097 5147278
w3w 
///alcune.remi.urlano
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Difficoltà
difficile
Lunghezza
6,2 km
Durata
1:11 h.
Salita
654 m
Discesa
46 m
Punto più alto
1.951 m
Punto più basso
1.343 m

Statistiche

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Funzioni
2D 3D
Mappe e sentieri
Lunghezza  km
Durata : ore
Salita  mt
Discesa  mt
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Punto più basso  mt
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